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Cosa vuole un genitore per i propri figli?

Cosa vuole un genitore per  i propri figli?  Vederli interessati allo studio!

Cosa vuole uno studente?  Trascorrere i giorni a scuola divertendosi!

“Oddio ma cosa scrive questa!” potrà pensare qualcuno che legge queste righe. A scuola si va per studiare, non per divertirsi. Per divertirsi ci sono le palestre, gli amici o le amiche, i bar ed altri luoghi di svago. A scuola bisogna essere seri, stare in religioso silenzio … bisogna soffrire!

In effetti, che per molti studenti la scuola sia una sofferenza è una certezza. Basta vedere con che facce si avviano ad attraversare il portone dell’edificio scolastico pieni di paure e di insicurezze. Paura per l’interrogazione, paura per i compiti in classe, paura per le reazioni di alcuni docenti (fortunatamente non tutti), paura per quello che dovrà dire tornando a casa. Quanti danni a volte producono le cosi dette “aspettative” che i genitori nutrono verso i propri figli.

Noi esseri umani siamo semplici riguardo le leve che ci portano a prendere delle decisioni. Ci muoviamo per andare incontro ad una situazione di piacere. Oppure, nella maggior parte dei casi, utilizziamo la leva del dolore per superare, ma il più delle volte, evitare gli ostacoli.  Per cui perché non soffrire anche a scuola?

Intendiamoci, quando parlo di divertimento non intendo totale confusione. Il divertimento è la porta principale per accedere nel bellissimo palazzo della passione. E quando c’è la passione per quello che si fa tutto diventa molto più facile da affrontare, anche le situazioni più complesse.

Tutti gli studenti vogliono studiare senza stress, senza che i genitori gli ripetano: “studia!”, superando le proprie paure e le proprie insicurezze, a volte indotte da atteggiamenti degli adulti in puro stile “signorina Rottermaier” (ve la ricordate? è l’educatrice che compare nel cartone animato Heidi).

È’ possibile!  Sono la Coach degli studenti.  Libero i miei coachee dagli obblighi imposti.

Come? Aiuto gli studenti a conoscere se stessi. Sembra una massima filosofica: “Conosci te stesso e la Tua vita potrà migliorare!”.

Io amo la filosofia, ma alla Green Apple Team la nostra filosofia si trasforma in fatti concreti grazie al metodo “Ce la posso fare”.

Mi sono formata con il coach numero uno al mondo, Tony Robbins, frequentando l’intero percorso della Mastery University tra Londra, Tenerife e gli USA. Pochi in Italia vantano questo privilegio.

Sono andata con una mia coachee al suo incontro scuola-famiglia e ho visto quanti genitori avrebbero bisogno proprio di questo: di una persona che li sostenga!

Ho visto l’amore dei genitori e il disappunto dei professori, la frustrazione e il desiderio di ribellione negli studenti.

Ho detto ad un professore che io insegno ai miei coachee studenti a “tenere testa” ai propri professori, e quel professore si è infastidito per questo. Purtroppo ci sono professori che non capiscono che avere studenti che riescono a “tener testa” ad un professore significa avere studenti critici,  affamati di sapere e quindi studiosi.

Così come il divertimento apre alla passione, lo studio fatto con passione è la chiave per accedere alle stanze senza mura della creatività.

Ci dicono che bisogna avere un metodo di studio. Ma di quale metodo parlano? Quello del mandare a memoria la lezione per il giorno dopo? Non è più sufficiente! Non è più sufficiente “saper fare” e “fare”. Occorre sempre più “essere” e “saper essere”.

E questo per due motivi.

Il primo perché in questo modo lo studente cresce non solo sulla tecnica, ma cresce anche come persona. In questo modo si crea uno sviluppo più armonioso, completo, che rende lo studente molto più “solido”.

Il secondo motivo perché è quello che il mondo che ci circonda ci chiede. Persone in grado di relazionarsi in modo efficace con gli altri, di “tener testa” rispetto al proprio interlocutore quando si è convinti delle proprie ragioni (si chiama assertività, la parolina magica che dovrebbe essere insegnata e pratica a scuola e che ha dato fastidio al professore del quale vi accennavo), di affrontare i problemi e identificare le possibili soluzioni, di accettare le sconfitte come un possibile risultato e non come un giudizio senza appello, di sviluppare percorsi mentali e pratici creativi.

Io sono la coach degli studenti e guai a chi si permette di rovinare il loro futuro.

Io insegno ai miei coachee a determinare il proprio futuro!

Concetta  Strafella
Insegnante, pedagogista, coach
Presidente Green Apple Team

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