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Cos’è il successo?

Cos’è il successo? Può sembrare una domanda banale che può evocare risposte altrettanto banali e, in alcuni, anche qualche moto di stizza.

Cos’è il successo? Le prime risposte che possono giungere immediate riguardano soldi, carriera, importanti traguardi sportivi. Tutto corretto … ma è solo quello?

E se ti dicessi che alla parola successo possono essere associati, ad esempio:

  • parlare in pubblico comunicando in modo efficace
  • rispondere in modo spettacolare ad una interrogazione con il professore che era l’attore principale dei tuoi incubi
  • superare quell’esame che tanto temevi e che pensavi potesse bloccarti la carriera universitaria
  • vivere una splendida relazione di coppia
  • avere una relazione serena e costruttiva con i propri figli, trascorrere più tempo con loro
  • partecipare alla sessione di laurea del proprio figlio
  • essere circondato dall’affetto di amici e amiche
  • raggiungere uno stato di benessere fisico
  • comprare la casa dei propri sogni o la macchina che si desidera
  • partire in vacanza e divertirsi da matti
  • raggiungere con la propria azienda o con la propria carriera professionale gli obiettivi prefissati
  • …. e tanto altro ancora

Allora cos’è il successo? Visto così si può presentare in molte forme e con diverse modalità. E’ presente nei grandi traguardi, così nella vita quotidiana di tutti i giorni.  Non è solo un fatto di soldi, di  possedere. Per quanto l’avere soldi e il possedere ciò che si desidera è una gran risultato, ma non è solo quello.

C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera

Il successo può prendere la forma dell’obiettivo che si è raggiunto. Ma, ancor prima di questo, è uno stato della nostra mente. Nasce dentro di noi, si alimenta con le risorse abbiamo in noi, con la nostra passione, il nostro coraggio, la voglia di fare, la dedizione e la disciplina. Jim Rohn, formatore e maestro dei più celebri e attuali formatori internazionali, diceva che “il successo non deve essere inseguito; deve essere attratto dalla persona che diventi”, e questa frase ha in se una verità che oserei definire assoluta.

Qual è la qualità dei nostri pensieri? Quei pensieri che ci orientano verso la persona che decidiamo di diventare. Se pensiamo di non farcela, possiamo stare sicuri che non ce la faremo senza alcun appello. Ogni volta che pensiamo di non farcela ci stiamo dando delle precise istruzioni, “lascia perdere”, e ci comportiamo di conseguenza.

Cos’è la solita solfa sulla automotivazione? “dai dai che ce la faccio yeah!!!”. Lo stesso Jim Rohn nei suoi corsi era solito dire “se prendi un’idiota e lo motivi, l’unica cosa che otterrai è un’idiota motivato”.

Una buona qualità dei nostri pensieri è condizione necessaria, ma non sufficiente. Creano i presupposti per superare i nostri limiti, ma non ci hanno fatto ancora andare oltre.

Il passaggio successivo sono le azioni che decidiamo di intraprendere. Non possiamo dire di aver realmente deciso se non abbiamo iniziato ad agire coerentemente con i nostri pensieri. Altrimenti ricadiamo nella fattispecie del c’è sempre un domani buono per iniziare la dieta. Si, ma oggi?

Sappiamo bene che non è facile, ma se ci dicessimo che è impossibile …. beh ci staremmo prendendo in giro da soli. Inizialmente sentiamo tutta la difficoltà, il peso delle nuove azioni, un forte senso di disagio. Non sono segnali che stiamo sbagliando, tutt’altro, siamo sulla buona strada. Il disagio è la spia del cambiamento. Quanto più lampeggia e diventa rossa, tanto più sta ad indicare la necessità di intraprendere un cambiamento evolutivo per ritrovare una situazione di equilibrio.

Certo anche il compiere azioni non è sufficiente …. Non è che la voglio tirare per le lunghe, ma è così. Quante volte ci capita di desiderare un cambiamento che ci porti a raggiungere i traguardi desiderati, di impegnarci e compiere delle azioni che pensiamo ci possano portare nella direzione sperata. Solo che a volte compiamo un errore madornale. Vuoi per abitudine, per comodità o perché non ci impegniamo fino in fondo a definire un piano di azione di valore …. continuiamo a fare le stesse cose che facevamo prima. Alla fine non ci muoviamo dalla posizione di partenza. Tutto ciò che sappiamo, tutto ciò che abbiamo fatto ci ha portato al punto in cui siamo. Se vogliamo andare oltre non sono sufficienti gli attrezzi che abbiamo già a disposizione nella nostra cassetta. Dobbiamo aggiungerne di nuovi.

Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto,
devi fare qualcosa che non hai mai fatto.

Mi occupo di trasformare realtà aziendali e di processi di cambiamento personali da oltre vent’anni. Conosco bene la fatica che si affronta nell’intraprendere una nuova strada. Qualche settimana fa intervenendo ad un evento formativo dicevo:

“E’ bello vedere dal basso una montagna, la sua vetta innevata innalzarsi nel cielo. Un bellissimo panorama a disposizione di molti. Ma ben pochi intraprendono il sentiero per raggiungere la vetta. Costa energie, fatica, tanto sudore e fiato. Dei pochi che intraprendono, molti abbandonano strada facendo. Ma se riesci a raggiungere la vetta hai davanti a te un panorama che mozza il fiato, una vista incredibile che solo tu puoi raccontare.
Solo tu perchè, anche se nel percorso posso essere al tuo fianco come coach o come consulente, quella vetta che hai deciso di scalare è la tua vetta”. 

Qual è la tua montagna da scalare? Scegli la tua montagna, e con coraggio e disciplina affronta la salita.

Buona scalata!

Massimo

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Massimo Negro è iscritto all’Associazione Italiana Coach Professionisti, nella quale ricopre il ruolo di Vicepresidente, e all’Associazione Professionale Italiana Consulenti di Management, dove è componente della delegazione Puglia-Basilicata. Ha conseguito il diploma “Mastery University” di Anthony Robbins (UK e Florida) e a con lui ha frequentato la “Business Mastery” (UK). Ha partecipato a corsi di formazione con Philip Kotler, Brian Tracy, Robert Cialdini, Deepak Chopra, Daniel Goleman.

Da circa 20 anni lavora a stretto contatto con grandi realtà nazionali ed internazionali, e annovera tra i sui clienti due tra le cinque società di consulenza a livello globale, Accenture e Ernst & Young (EY).

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