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Un fantastico anno assieme … pronti a ripartire!

Ben ritrovati Care e Cari Sognatori! Anche quest’anno voglio raccontarmi a chi mi segue e, soprattutto, raccontare quello che è accaduto nell’ultimo anno trascorso qui alla Green Apple Team.

Siamo nella seconda metà di agosto, alcuni di voi saranno in ferie, altri no o si apprestano a rientrare alle solite abitudini tra pochi giorni. Gli studenti incominciano ad intravedere l’arrivo del mese di settembre. Qui alla Green Apple i motori continuano a girare, seppur a ritmo ridotto,  per iniziare a prepararci per il prossimo anno di formazione e coaching dedicato alla vostra crescita e quella delle persone a voi care.

Ma prima di raccontarvi quello che stiamo preparando per voi per il prossimo anno scolastico, entriamo ora nella macchina del tempo e facciamo un salto a settembre 2014. Vi va? Pronti? Si parte.

A settembre siamo subito partiti continuando ad applicare l’innovativa strategia “Ce la Posso Fare” (C.P.F.) con il “Doposcuola Motivazionale” (per saperne di più clicca qui). Abbiamo cominciato con un gruppo di bambini di scuola primaria (elementare).

Un bambino che pensava che – “lui e la matematica fossero due cose diverse”, alla fine del primo quadrimestre ha preso 9 (per la prima volta nella sua vita scolastica) in tutte le materie, compresa matematica. Ha incominciato ad amare lo studio e l’apprendimento, ha migliorato il rapporto con i suoi genitori e, dal secondo quadrimestre, i genitori hanno voluto verificare se era in grado di cavarsela da solo e … ovviamente visto il suo impegno da settembre nel doposcuola e il lavoro fatto con il coaching, ora è AUTONOMO. E’ stato bello collaborare con i genitori, verificando con loro come il bambino raggiungeva progressivamente risultati sempre più significativi. Questo perché io lavoro sullo sviluppo delle abilità dello studente affinché acquisisca maggiore consapevolezza delle sue potenzialità e le sappia utilizzare in modo ottimale.

Il “Doposcuola Motivazionale” ha come obiettivo di rendere lo studente autonomo, in  grado di svolgere i compiti da solo (C. Strafella)

Per quanto riguarda gli insegnanti? Pur essendo io stessa un’insegnante ho avuto un’amara conferma di una mia ipotesi: – “Alcuni insegnanti dovrebbero stare lontani dalla scuola”. Infatti, successivamente si sono uniti al gruppo altri ragazzi di scuole medie inferiori, di due Istituti Comprensivi differenti.

Ebbene uno studente che veniva da un Istituto, sebbene avesse gravi lacune sia sulla fiducia in se stesso, sia nelle competenze su alcune materie scolastiche, dopo le prime sessioni di coaching e doposcuola ha ricevuto un riscontro ampiamente positivo a scuola anche da parte degli insegnanti. Questi hanno detto ai suoi genitori – “peccato non averlo mandato da prima, perché lo studente si è trasformato, è fiducioso, interviene, tenta e poi anche nelle interrogazioni orali o compiti scritti sta raggiungendo risultati sorprendenti”.

Anche la professoressa di Matematica ha elogiato il suo impegno; lo studente si è innamorato della matematica, da un misero 4 ha iniziato a prendere 8 e mezzo!

 Solo riconoscendo e apprezzando i progressi anche piccoli che si compiono giornalmente, si possono condurre gli studenti a raggiungere grandi risultati

Viceversa nell’altro gruppo, una classe docente sicuramente preparata nelle materie ma incapace di percepire i cambiamenti negli studenti, ha continuato ad esprimere continue e ripetute riserve, entrando in un loop di frasi fatte, e molto spesso non circostanziate.

Si è quindi reso necessario un mio intervento con i docenti per il benessere psicologico dei miei coachee (per chi non lo sapesse sono come figli per me, per questo guai a fare danni alla loro autostima). Un mio coachee, che non sapeva che avevo parlato con una loro docente, quel giorno stesso notò nella comunicazione della sua professoressa un cambiamento e mi chiese se io avessi parlato con lei. Aveva per la prima volta utilizzato un lessico pieno di speranza, di fiducia negli studenti!!!

Ma il miracolo durò pochissimo! Quella professoressa, insegna anche questa matematica, non aveva fiducia nei suoi studenti, per questo non notava ed apprezzava i piccoli cambiamenti, non vedeva brillare nei loro occhi una luce diversa, e con le sue espressioni la spegneva inesorabilmente sul nascere.

Si può definire docente una persona che si esprime con termini denigratori e trattando i propri studenti da deficienti?

Io il cambiamento lo percepisco dal primo momento che incrocio gli sguardi dei miei coachee.

E’ quella fiducia anche quando loro all’inizio fanno fatica a dare risultati visibili, che gli sprona a dare sempre di più! Sapere che c’è qualcuno che crede fortemente in loro e nelle loro potenzialità li rende più forti e maggiormente consapevoli di se stessi e delle loro responsabilità.

Occorre essere autorevoli (non autoritari, altrimenti proveranno paura e non rispetto), realisti verso il presente (né pessimisti come degli iettatori né inutilmente ottimisti), ma con lo sguardo puntato sempre sulle loro potenzialità. Come coach io mi aspetto sempre il loro successo, ben sapendo che lo stesso può assumere diverse forme che non possono essere tutte espresse in termini matematici con un voto, con un numero, per quanto importante questo possa essere.

Sapete perché queste persone, come quella professoressa, si comportano così? Perché non hanno fiducia in se stesse! Brian Tracy dice: – “Non puoi dare ciò che non possiedi”.

Come coach mi pongo ogni giorno obiettivi, mi formo, mi aggiorno, cresco, ma so anche essere clemente con me nei momenti di difficoltà; la vita segue uno swing, ci sono i momenti difficili, ma bisogna proprio in quei momenti non scoraggiarsi ed essere consapevole che si può migliorare!

Se tratti una persona come se fosse ciò che potrebbe essere, diventerà ciò che potrebbe essere (J. W. Goethe)

Attenzione! Questo NON significa far declinare gli studenti da qualunque tipo di responsabilità e dare loro “ragione” a prescindere.

Io sono stata capace di mettere uno dei miei coachee alla porta perché continuava a dare continuamente la responsabilità di qualunque cosa succedesse a questi professori, senza assumersi le proprie di responsabilità. Non è questo che cerco di trasmettere e far apprendere!

L’ho seguito con amore e fiducia, anche attraverso lunghe chiacchierate con i suoi genitori al telefono; ma non sono stata amorevole quando era necessario richiamarlo alle responsabilità di studente da cui sistematicamente fuggiva.

Non tutti i miei coachee hanno passato i loro momenti “no” nello stesso periodo, per cui ho usato un comportamento differente con ognuno di loro, evitando generalizzazioni. Non perché uno o due non davano il massimo in un certo momento, io allora dicevo agli altri: – “State peggiorando tutti!”. Avrei rischiato di demotivarli tutti!

Purtroppo questo era quello che avveniva in classe. E’ stata una battaglia che ho dovuto tenere a distanza con questi professori. Non avrei mai permesso che rovinassero i miei coachee, ma le loro medie non sono state all’altezza delle mie e loro aspettative, perché l’impegno dei due gruppi è stato determinato anche dal riscontro che avevano o meno in classe dai loro docenti. Vi garantisco che sono migliorati tutti! Tutti! Ovviamente abbiamo ancora da lavorare!

A dicembre sono stata in Florida a seguire un corso di Tony Robbins, ho avuto la fortuna di poter parlare con lui proprio sul ruolo dei genitori e ho ricevuto un applauso per il mio intervento sulla figura del genitore. Il buon genitore apprezza lo sforzo, portando il proprio figlio alla consapevolezza che l’impegno paga; i trofei non devono essere regalati, ma per sviluppare l’autostima, bisogna apprezzare gli sforzi, sottolineando anche i piccoli passi!

“Il genitore è un leader!” (C. Strafella)

A settembre è partito anche il programma “Un anno con la Coach” che ha dato risultati veramente soddisfacenti! (per saperne di più clicca qui)

A ottobre abbiamo avuto la seconda edizione del corso “CambiaMenti”, con dei buoni risultati per chi ha partecipato … sin dal giorno dopo.

Infatti uno dei partecipanti ha cominciato ad andare volontario alle interrogazioni e … non lo aveva mai fatto. La professoressa che lo aveva interrogato gli disse che aveva visto un cambiamento in lui, e vi garantisco che non sapeva che avesse frequentato il corso. Quel ragazzo mi cercò perché volle subito iscriversi al percorso di coaching “Un anno con la Coach”. Era bastato poco per farlo riattivare; una giornata di corso in cui aveva scoperto le sue potenzialità ed un insegnante che lo aveva gratificato per lo sforzo.

Io insegno a trovare un forte perché, e ci riesco; a quell’età sono piante ancora bisognose di un bastoncino che le sorregga nella crescita, se si cura con amore e fiducia, quella pianta un giorno diventerà una forte quercia.

Non potranno mai toglierci il rispetto per noi stessi, se non saremo noi a darglielo (Gandhi)

Ogni mio coachee ha imparato la lezione: non si studia per gli insegnanti, non si fanno le cose per far piacere agli altri, ma per se stessi. Nella vita non incontriamo sempre persone che ci spronano o ci amano, la vita è un percorso pieno anche di trappole, intoppi, problemi, ma da ogni esperienza bisogna apprendere la lezione. Anche loro hanno appreso la lezione e ora andranno avanti felici di aver lasciato alle spalle quelle persone povere di autostima e fatte “solo di giudizio”. Purtroppo per loro hanno scelto il mestiere sbagliato, i giudici si trovano nelle aule dei tribunali.

Cari professori, spero che con i vostri prossimi allievi partiate con il piede giusto, altrimenti passerete questa vita senza capire il valore del mestiere che avete scelto. La scuola è bella, siete voi quelli che a volte la fate odiare.

Inoltre durante l’anno ho seguito con i pacchetti mensili di coaching per studenti diversi coachee di scuola media superiore e inferiore, che hanno visto cambiamenti notevoli nella loro vita scolastica (per saperne di più clicca qui). Ognuno ha raccolto i risultati per cui si è impegnato a lavorare.
Sono venuti da Lecce, Gallipoli, Matino, Tuglie, Galatina. Alcuni coachee del Nord Italia li ho seguiti tramite skype con risultati lodevoli. Sempre grazie al sostegno e alla collaborazione dei genitori.

Ho lavorato molto anche con i genitori, perché sono le figure che più sono vicine e si impegnano a sostenere i figli. Coinvolgere i genitori in un programma di coaching consente di giungere in modo molto più veloce ed efficace ai risultati attesi.
Il genitore deve rimanere la figura più importante per il figlio, ed è per questo che mi piace lavorare sulla comunicazione tra genitore e figlio.

Sto per pubblicare un libro che sarà una guida per ogni genitore che vuole crescere i propri figli in maniera consapevole, con le conoscenze adeguate. Si, per educare è necessario formarsi.

A Marzo abbiamo tenuto il secondo “Open Day”, i miei interventi sono stati rivolti, uno agli insegnanti e l’altro ai docenti. E per l’occasione ho condiviso con i partecipanti il video del discorso tra me e Tony Robbins durante il corso in Florida.

Bene!!! Mi ha fatto molto piacere condividere con voi quanto è accaduto nel corso dello scorso anno scolastico. Ricordando e apprezzando tutti i momenti trascorsi.

Qui alla Green Apple siamo già al lavoro. Ci stiamo preparando per supportare al meglio studenti e genitori per il prossimo anno scolastico … anzi a dire il vero abbiamo già iniziato nel corso del mese di agosto con i primi coachee per prepararli agli esami di recupero.

Il prossimo anno scolastico sarà un anno pieno di conferme ma anche di sorprese … inizieremo sin dal mese di settembre per preparare gli studenti ad affrontare i nuovi impegni scolastici nel migliore dei modi con una nuova edizione del corso “CambiaMenti” …  ma di questo ve ne parlerò nel prossimo articolo!

 CambiaMenti … Stay Tuned!

Concetta Strafella
Pedagogista, Insegnante, Learning & Life Coach
Presidente Green Apple Team

Per informazioni: info.greenappleteam@gmail.com – 3936902414

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